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Work hard, questo è il motto che più si adatta a Carlo Barbuto, il profilo che emerge dalla breve intervista è quello di un uomo con una volontà fuori dal comune, un uomo, e sottolineo uomo, che si è impegnato, nel vero senso della parola, a raggiungere l’obbiettivo di realizzarsi professionalmente con gli sport da combattimento, di diventare un professionista e aprirsi, termine commerciale ma mai così appropriato, una sua palestra (e che palestra n.d.r.).

Ci è riuscito grazie al suo “impegno”, reale, tangibile fatto di sudore e sacrifici e non di sole parole come spesso ci accade di riscontrare altrove.

Ma adesso come dovrebbe succedere nella vita, Carlo è diventato Grande, e ha creato la Barbuto Production, la sua agenzia eventi sportivi, realizzando galà di valore mondiale, Thai boxe mania, della scorsa edizione ne è la prova tangibile..

Noi di Liveandgo.it siamo sicuri che non è certo il suo punto d’arrivo, ma la partenza verso traguardi sempre più importanti ed eccitanti.

 

Ciao Carlo, noi del magazine siamo curiosi vogliamo scoprire tutti i segreti dei nostri campioni, raccontaci come ti sei avvicinato e scoperto il mondo del  fight, fino a diventare un professionista e non dimentichiamolo Campione del mondo..

 

A 10 anni ho cominciato a frequentare una palestra di kung fu, diretta da un maestro cinocoreano, e come tutti i ragazzini mi piaceva combattere, misurarmi con gli altri, confesso già allora sentivo la voglia di provare a combattere veramente di sentire quello che in gergo si chiama contatto, e vedevo in quella disciplina marziale la via di uscita dal mondo della strada, di emergere.

Il kung fu l’ho praticato per 17/18 anni  vincendo vari titoli Italiani in diverse categorie, comunque in me cresceva l’esigenza di ampliare il mio bagaglio di conoscenza sportivo e da qui l’inizio della mia avventura nella boxe..

 

La boxe.. una disciplina con una filosofia completamente opposta alla marzialità del kung fu..

 

Come ti dicevo ho sempre sentito in me la voglia di qualcosa che fosse reale..fisico, perché mi sentivo invincibile..

Però, dopo aver fatto i guanti con il mio amico e istruttore Pino Rinaldi, ho capito a mie spese che non lo ero..e dopo un bagno di umiltà sono ripartito carico di voglia di imparare la nuova arte.

Arriviamo al mio primo momento cruciale, correva penso, l’anno 1989, a 20 anni dovevo decidere quale strada scegliere, la via marziale o la via del fight..

Ho scelto il combattimento reale, la kick che era agli albori in Italia

 

Ma intanto immagino tu studiassi..

 

Si, da odontotecnico, lo facevo per i miei genitori, ma in me era troppo la voglia di emergere nel mondo dello sport, da professionista, di aprirmi una mia palestra.

 

Intanto la tua carriera sportiva cominciava ad arricchirsi di vittorie..

 

Però per raggiungere quei risultati, campione italiano nel ‘92, ero costretto a fare tutti i lavori possibili e immaginabili che terminassero alle 16 in modo di allenarmi almeno tre ore al giorno.

Praticamente praticavo di tutto, full contact, pugilato, savate, qui grazie al mio maestro francese Andrè Panzà, che seguivo addirittura una volta al mese nella sua palestra in Francia, divento Campione Europeo, a questo punto non potevo tornare indietro, dovevo diventare professionista ma i soldi erano pochi… perciò di notte dopo l’allenamento tornavo a “pulire” la palestra!

Avevo fame di esperienza, combattevo ovunque, anche gratis!


Gratis ? pulire la palestra dove ti allenavi di giorno, questo ti fa onore  dimostra la tua umiltà e la forza di volontà.. e poi?

 

E poi..riesco ad acquistare con mio immenso sacrificio una quota della Body line a Moncalieri,

la palestra che pulivo di notte!

Divento istruttore e continuo a combattere, lividi e sudore, però non ero ancora realizzato, la palestra era poco adatta a quello che avevo in mente..

Dopo alcuni anni di ricerche trovo, in piazza Carducci a Torino, una palestra più adatta, la Panza Gym, e qui con sei allievi e una stufetta, sembra il titolo di un film, mi butto in una nuova avventura, per pagare le bollette combatto, mi ripeto: un occhio nero = bolletta gas o luce pagata!

Divento sempre più esperto e comincio ad organizzare eventi, bada bene senza sponsor solo con i nostri sacrifici..

Il 1994 anno di grazia divento Campione del Mondo e da qui la mia fama aumenta e con essa quello che mi stava più a cuore la “mia” palestra acquista valore e io riesco a sfornare campioni, Patrick Carta per farti un nome, ma il mio obbiettivo era un altro..e si stava avvicinando..

 

Avevi raggiunto tutto …cosa ti mancava?

 

Una palestra “mia” dove realizzare al suo interno i miei Eventi i miei Galà, la casa degli sport da combattimento..

E per realizzarla? Mi sono rimesso in gioco! Tutto da capo, i famosi sudore e lividi..ma ci sono riuscito, oggi a Torino esiste THAI BOXE TORINO in via Giuria 30/bis

 

Prossimo obbiettivo?

 

Oltre a far diventare THAI BOXE MANIA l’evento il galà più importante in Italia…

Creare un nuovo Giorgio Petrosian …

 

Carlo siamo sicuri che ci riuscirai!!


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